Borsa svizzera chiude in ribasso, SMI -0,30%
(Keystone-ATS) Giornata all’insegna dell’attesa per la borsa svizzera, che ha chiuso in ribasso una seduta poco vivace: l’indice dei valori guida SMI ha terminato a 11’132,48 punti, giù dello 0,30% rispetto a ieri, mentre il listino allargato SPI ha perso lo 0,44% a 14’409,53 punti.
Stando agli operatori dopo un timido inizio i corsi hanno cominciato a vacillare perché sono mancati i compratori. In un contesto già di per sé scarsamente dinamico – mancavano gli impulsi – pochi hanno infatti voluto assumersi rischi prima della cruciale giornata di domani, quando negli Stati Uniti saranno pubblicati gli ultimi dati sui prezzi al consumo.
“L’inflazione statunitense di luglio sarà probabilmente il punto di riferimento per la prossima decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse”, ha affermato un trader. “Qualsiasi numero sotto il 9% sarebbe un piccolo barlume di speranza riguardo a una stabilizzazione del rincaro”.
Un calo significativo potrebbe addirittura ridurre le aspettative di un nuovo aumento dei tassi da parte della Fed in settembre, che al momento sono di 0,75 punti percentuali. Il timore è naturalmente che la serie di strette monetarie strangoli la congiuntura. Ma diversi osservatori non hanno ormai più dubbi sul fatto che l’economia americana stia scivolando verso una seria recessione: la discussione è su quanto profonda essa sarà alla fine.
Gli investitori stanno intanto seguendo con attenzione anche gli sviluppi geopolitici. La tensione rimane tuttora alta in relazione a Taiwan, mentre nessuna prospettiva di una soluzione del conflitto sembra provenire dal fronte ucraino, con la conseguenza che l’Europa occidentale vede all’orizzonte lo spettro sempre più concreto di un inverno gelido.
In un contesto così delicato non stupisce che abbiano trovato un certo spazio i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,05% a 115,56 franchi), Roche (+0,79% a 318,35 franchi) e Novartis (+1,19% a 83,26 franchi). La scarsa propensione al rischio ha peraltro trovato conferma anche nell’andamento di Swisscom (+1,18% a 513,80 franchi).
Sono per contro scivolati all’indietro i valori maggiormente esposti alle bizze della congiuntura, quali ABB (-1,41% a 28,05 franchi), Holcim (-0,13% a 44,82 franchi), Geberit (-2,95% a 486,40 franchi) e Sika (-4,60% a 230,00 franchi). Vendite sono state segnalate, nel segmento del lusso, su Richemont (-2,79% a 111,50 franchi) e la stessa sorte è toccata in ambito tecnologico a Logitech (-5,04% a 52,72 franchi).
La giornata si è rivelata da dimenticare per i bancari Credit Suisse (-3,39% a 5,19 franchi) e UBS (-1,58% a 15,55 franchi), come pure per il gestore patrimoniale Partners Group (-3,62% a 973,00 franchi), che da parte sua ha reso noto di aver rilevato una partecipazione di maggioranza nell’assicuratore americano Foundation Risk Partners (FRP). Non univoci hanno terminato gli assicurativi Swiss Life (-0,27% a 514,20 franchi), Swiss Re (+0,62% a 74,18 franchi) e Zurich (+1,09% a 428,50 franchi).
Nel mercato allargato hanno pubblicato le cifre semestrali Dufry (+4,06% a 40,21 franchi) e Galenica (-0,47% a 73,35 franchi). Zur Rose (-13,88% a 59,85 franchi) ha sofferto per un cambiamento di raccomandazione operato da Barclays, mentre Also (+3,42% a 169,20 franchi) ha beneficiato dell’annuncio di un programma di riacquisto di azioni.