Gb: battaglia per Alfie, l’Italia gli dà la cittadinanza
(Keystone-ATS) Si combatte a cavallo fra l’isola e la penisola, fra la Gran Bretagna e l’Italia, l’ultima battaglia per Alfie Evans, il bambino inglese di nemmeno due anni.
Il piccolo è stato colpito da una patologia neurodegenerativa grave, ma mai diagnosticata esattamente, a cui la giustizia e i medici britannici hanno deciso di staccare la spina contro il volere dei due genitori poco più che ventenni, Tom e Kate.
A Liverpool, nell’ospedale pediatrico Alder Hey, tutto è pronto – nonostante le proteste di una folla di qualche centinaio di manifestanti – per il distacco dai macchinari salvavita. Ma il governo italiano, con una mossa a sorpresa firmata oggi dai ministri uscenti Angelino Alfano e Marco Minniti, è entrato in campo concedendo la cittadinanza al piccolo: nel tentativo di bloccare la procedura e provare a riaprire la partita per il suo trasferimento all’ospedale Bambino Gesù di Roma che – con la benedizione del Papa – si è dichiarato disposto da tempo a continuare ad assistere Alfie.
La sfida si consuma in queste ore in un intreccio di emozioni, nodi legali, interrogativi etici e valutazioni politiche. Anche se i precedenti recenti del Regno Unito, da quello di Charlie Gard a quello di Isaiah Haastrup, non sembrano lasciare spiragli rispetto all’epilogo già decretato dalle corti di Sua Maestà.
In queste ore, la concessione della cittadinanza italiana ha indotto comunque il giudice d’appello britannico Anthony Hayden, colui che materialmente ha decretato il via libera all’addio ad Alfie nel nome del suo “miglior interesse”, a consultarsi per telefono con i rappresentanti legali dei genitori. Un passo che allontana se non altro ancora un po’ l’ora X, già fissata per il pomeriggio di oggi.