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Geberit in frenata, pesa anche fine dell’effetto “miglioro la casa”

Geberit è un marchio presente nei bagni di tutta Europa. KEYSTONE/STEFFEN SCHMIDT sda-ats

(Keystone-ATS) Frenata sul fronte dei ricavi per Geberit: il colosso sangallese degli impianti sanitari ha visto il fatturato 2022 scendere (su base annua) del 2% a 3,4 miliardi di franchi.

In valute locali si registra per contro una crescita organica del 5%, comunque in rallentamento rispetto al +11% osservato nel solo primo semestre.

Il leggero calo del giro d’affari in franchi è dovuto a effetti valutari negativi per 234 milioni, spiega la dirigenza in un comunicato odierno. I volumi di vendita sono inoltre diminuiti bruscamente nella seconda parte dell’esercizio, dopo che nel periodo gennaio-giugno era stato raggiunto un livello record. Hanno pesato da un lato la contrazione delle scorte da parte dei grossisti e dall’altro il venir meno dell’effetto di abbellimento della propria abitazione che era stato notato durante la pandemia e i relativi confinamenti.

Le vendite hanno comunque beneficiato del lancio di nuovi prodotti e della forte crescita nei mercati emergenti extraeuropei: i proventi al netto degli effetti valutari sono così risultati del 22% superiori al 2019 pre-pandemico. L’Europa ha segnato +4%, valore analogo a quello osservato sul mercato domestico elvetico.

Per quanto riguarda la redditività vengono confermate le ultime stime, che già facevano stato di una pressione sui margini causata principalmente dal massiccio aumento del costo delle materie prime e dell’energia, a fronte di prezzi finali che vengono adeguati solo in ritardo. Per saperne di più occorrerà attendere l’8 marzo, quando saranno pubblicati i risultati d’esercizio dettagliati.

I dati odierni sui ricavi si sono rivelati inferiori alle previsioni degli analisti e in borsa il titolo – dopo una prima ora di contrattazione volatile – si è stabilizzato intorno a un corso di circa 490 franchi, l’1,5% in meno di ieri. Stando agli operatori qualche investitore ha anche proceduto a realizzi di guadagno, considerato che l’azione ha guadagnato il 14% da inizio gennaio. Sull’arco di un anno la performance è però ancora negativa, pari al -25%.

Geberit trae le sue origini da un’azienda fondata nel 1874 a Rapperswil (SG) da Caspar Melchior Albert Gebert (1850-1909). Nel 1900 Gebert fabbricò una cassetta per WC in legno, per poi specializzarsi nella ceramica e – nel 1952 – nella plastica. Seguì un’espansione internazionale. L’impresa familiare venne venduta nel 1997 e due anni più tardi sbarcò in borsa: dal 2012 l’azione è inserita nell’SMI, il listino dei 20 titoli a massima capitalizzazione. Il gruppo si definisce leader europeo nel settore dei prodotti sanitari. Ha una rete che comprende 26 stabilimenti di produzione, di cui 4 fuori dal vecchio continente. La società con sede a Rapperswil-Jona (SG) è attiva in circa 50 paesi con 12’000 dipendenti.

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