GR: a Brienz è tornata la normalità
Dopo 62 settimane di evacuazione il villaggio di Brienz/Brinzauls (GR) è di nuovo accessibile a tutti. Per il sindaco di Albula/Avra, di cui il paese fa parte, è un momento di grande sollievo.
(Keystone-ATS) Malgrado il ritorno alla normalità, stamattina fra le strade si respirava ancora l’atmosfera di un paese fantasma. Le persiane di molte case sono ancora chiuse e si incontrano poche persone per strada, oltre ai giornalisti giunti sul posto per raccontare questo ulteriore capitolo della storia del villaggio minacciato dalla frana. “Speriamo che chi ha creduto fin dall’inizio nel ritorno a Brienz/Brinzauls, ritorni per davvero”, dichiara il sindaco Daniel Albertin a Keystone-ATS.
Uno di questi è Hermann Bossi. Assieme alla moglie è tornato stamattina definitivamente a casa. Dalle finestre vede direttamente il pendio, che per oltre un anno ha minacciato di travolgere il villaggio. “Non mi fa paura”, dice il pensionato. Oggi è infatti la felicità a dominare sull’incertezza che ha accompagnato gli abitanti.
Pure Georgin Bonifazi non ha mai perso la speranza di tornare un giorno a casa. L’agricoltore e la sua famiglia hanno portato con sé solo lo stretto necessario a Landquart, dove si sono trasferiti. Da venerdì, da quanto è tornato a Brienz/Brinzauls, respira di nuovo a pieni polmoni l’aria di casa. La prima notte si è svegliato nel cuore della notte per il silenzio. “È semplicemente bellissimo”, racconta fra le mura della sua abitazione. Entro Pasqua dovrebbero tornare anche i suoi animali: 60 bovini, 30 mucche nutrici e 70 pecore. I tre gatti sono rimasti a Brienz. “Soffrivano troppo a Landquart, come noi”, continua il contadino.
La montagna non brontola più
Dal 17 novembre del 2024, il giorno della seconda evacuazione di Brienz/Brinzauls nel giro di un anno e mezzo, la situazione è stata dinamica. Lo scivolamento della montagna più volte ha accelerato per poi rallentare poco dopo. Nel novembre del 2025 i geologi non escludevano la possibilità di un crollo della zona “Plateau Ost”, che avrebbe potuto recare danni al paese. A inizio dicembre un sospiro di sollievo: il rischio è stato scongiurato, il villaggio di nuovo risparmiato.
La montagna è tornata tranquilla, non si sente più il rotolio dei massi che si staccano dalla sommità del pendio. Il rischio è diminuito così tanto che è nuovamente sicuro soggiornare nel villaggio, ha scritto il Comune di Albula/Alvra. Gli abitanti e i proprietari di seconde case hanno già potuto tornare venerdì scorso. Da oggi è stato revocato il divieto di accesso generale. Gli autopostali passano di nuovo attraverso il villaggio e gli impiegati comunali stanno rimontando i cartelli stradali che indicano la direzione verso Brienz/Brinzauls.
L’insicurezza di chi vuole andarsene
La notizia della fine dell’evacuazione è stata una sorpresa per Franziska e René Bötschi. “È stato come ricevere un pugno nello stomaco”, racconta Franziska Bötschi. I coniugi lo scorso autunno hanno deciso di abbandonare Brienz/Brinzauls e sottoscrivere la richiesta di trasferimento preventivo. Circa un terzo della novantina di residenti hanno scelto quest’opzione, che a livello giuridico non è ancora vincolante.
A dicembre il Gran Consiglio retico ha stanziato 50 milioni di franchi per il ricollocamento degli abitanti del villaggio. Il 90% dei costi è coperto dal Canton Grigioni e dalla Confederazione, il restante 10% è a carico dei residenti. Ma oltre ai contributi è anche previsto che la casa abbandonata venga distrutta.
La 72enne, che sembra non voler fare passi indietro sulla decisione di abbandonare Brienz/Brinzauls, spera che la casa costruita a metà degli anni ’90 possa rimanere intatta.
La Legge sulle foreste e le sue controversie
Il trasferimento preventivo viene sostenuto da contributi della Legge federale sulle foreste. Essa disciplina la gestione dei pericoli naturali, ad esempio costruendo opere di protezione. Tra queste rientrano anche i trasferimenti, poiché consentono di eliminare il potenziale di danno e quindi di azzerare il rischio. Un fattore determinante per il sostegno finanziario.
Ma demolire le case distruggerebbe l’anima del villaggio, ha criticato Bonifazi. L’agricoltore comprende le persone che vogliono andarsene, ma vorrebbe che le loro case rimanessero abitabili. “Una demolizione o una sigillatura, come previsto dal Servizio monumenti cantonale, non può essere una soluzione”.
Brienz/Brinzauls è sempre stato un caso eccezionale. Per questo motivo Georgin Bonifazi auspica che nell’interpretazione della Legge sulle foreste siano previste delle eccezioni.
Il successo del tunnel di drenaggio
Per Bonifazi il tunnel di drenaggio, che fa scorrere l’acqua fuori dalla montagna, è stato fondamentale. Dal 2024 le autorità stanno costruendo una galleria lunga 2,3 chilometri sotto l’altopiano su cui sorge il villaggio. Il cunicolo da 40 milioni di franchi ha lo scopo di rallentare gli smottamenti causati dall’acqua che fa pressione nel sottosuolo.
Già la scorsa estate le misurazioni hanno dimostrato l’efficacia del drenaggio. A dicembre il villaggio si spostava di 10 fino a 25 centimetri all’anno verso valle, il valore più basso degli ultimi 15 anni.
“Per noi è stata una svolta”, afferma Bonifazi. L’obiettivo di difendere il villaggio è stato quindi raggiunto. Con uno sguardo orgoglioso e felice, Georgin Bonifazi chiede: “Dove si sta meglio che a Brienz/Brinzauls?”