La Posta: solido bilancio nel 2021
(Keystone-ATS) La Posta si è ripresa dalle conseguenze finanziarie della pandemia da coronavirus in modo più rapido del previsto, chiudendo il 2021 con un utile del gruppo di 457 milioni di franchi, contro i 178 dell’anno precedente.
L’utile operativo (EBIT), pari a 515 milioni di franchi, supera di 257 milioni quello dell’anno precedente, indica oggi in una nota il gigante giallo. Rispetto al 2019, ovvero prima della crisi sanitaria, il risultato d’esercizio è progredito di 65 milioni.
“Sono molto soddisfatto del primo anno del nuovo periodo strategico. Inoltre abbiamo mantenuto la promessa di stabilizzare intorno a 800 il numero di filiali. E per la quinta volta consecutiva siamo stati eletti ‘migliore Posta del mondo’. La strada imboccata è quella giusta”, ha affermato in conferenza stampa a Berna il direttore generale della Posta Roberto Cirillo. Si è trattato del primo anno del nuovo periodo strategico quadriennale.
“L’economia elvetica ha bisogno di infrastrutture di prim’ordine per continuare a crescere con successo su tutta la linea. Intensificando il processo di digitalizzazione e migliorando il collegamento al commercio online internazionale, la Posta renderà possibile tutto questo”, ha assicurato dal canto suo Christian Levrat, presidente del consiglio di amministrazione dallo scorso dicembre.
Lettere sotto pressione
Nel settore logistico la Posta ha totalizzato nell’anno in esame un risultato stabile, pari a 465 milioni di franchi (-5 milioni rispetto al 2020). Nel 2021 il numero delle lettere è calato di oltre il 3%, mentre il volume dei pacchi è salito di quasi il 10%, complice il boom del commercio in linea e il semiconfinamento di inizio 2021.
La sola crescita dei volumi di pacchi non è ancora sufficiente per compensare la riduzione dei ricavi dovuta al volume di lettere in costante diminuzione, scrive il gigante giallo. Più pacchi significano, però, anche costi nettamente più elevati a livello di personale e trasporti, e necessità di investimenti cospicui – sono previsti 1,5 miliardi di franchi entro il 2030 – nell’infrastruttura.
PostFinance e AutoPostale
La divisione “Servizi di mobilità”, che include AutoPostale e Post Company Cars, ha chiuso l’anno in esame con un risultato di 18 milioni di franchi, cresciuto di 81 milioni rispetto al 2020. Ciò è stato possibile in seguito agli “indennizzi che Confederazione e Cantoni verseranno ad AutoPostale per le perdite registrate nel traffico regionale a causa del Covid e per il contributo positivo che i servizi sostitutivi del trasporto ferroviario hanno avuto sull’andamento dell’azienda”, spiega La Posta.
PostFinance, dal canto suo, ha realizzato un risultato d’esercizio di 272 milioni di franchi, 110 milioni in più dell’anno precedente. Nel 2021 il gruppo ha introdotto la nuova PostFinance App e ha lanciato insieme a Swissquote l’app Yuh per il digital banking.
Tuttavia, nonostante l’intensificazione delle attività sul mercato interbancario e il rincaro delle commissioni sull’avere disponibile, PostFinance non è riuscita a compensare interamente la flessione dei proventi da interessi su immobilizzazioni finanziarie, scrive il gigante giallo, precisando che essi sono in costante calo per via delle condizioni del mercato.
Nonostante il risultato annuale positivo, le sfide nel core business della Posta restano invariate, conclude l’azienda, ribadendo in particolare le difficoltà legate al contesto caratterizzato da tassi d’interesse negativi per PostFinance, al calo delle operazioni allo sportello, a un’ulteriore flessione del volume delle lettere e, parallelamente, a un incremento del volume dei pacchi.
Cirillo e Levrat soddisfatti
Quello raggiunto nel 2021 è “un eccellente risultato finanziario”, ha detto il direttore generale della Posta. “Per la prima volta in molti anni – ha aggiunto Cirillo, ricordando che si tratta del miglior risultato dal 2017 – abbiamo ottenuto una crescita”.
“Dobbiamo sviluppare i servizi che i nostri clienti si aspettano”, ha dichiarato dal canto suo Levrat, secondo il quale “una Svizzera che cambia ha bisogno di una Posta che cambia”. Questo sviluppo, ha sottolineato, comporta la concentrazione degli sforzi nei settori chiave della logistica, della comunicazione e della digitalizzazione.
I servizi fisici della Posta devono essere completati con una dimensione digitale. Tale “mix intelligente” – che dovrebbe avvenire anche attraverso acquisizioni mirate – dovrebbe creare un valore aggiunto per l’economia svizzera, ha spiegato Levrat. L’obiettivo è anche quello di garantire che la Posta possa fornire un servizio di base senza sovvenzioni.
I sindacati invece avanzano richieste
Dopo due anni di crisi, l’enorme pressione esercitata sul personale della Posta deve ora essere alleggerita, è la reazione del sindacato Syndicom, che in una nota odierna invita il gigante giallo a mostrare solidarietà ai dipendenti così come loro hanno fatto con “la loro datrice di lavoro durante tutto questo difficile periodo”.
Per Syndicom “occorre tornare alla normalità, con obiettivi realistici e rinunciando a esigenze eccessive che mettono a rischio la salute delle dipendenti e dei dipendenti”.
Il sindacato si aspetta che, con l’imminente revisione della Legge federale sull’organizzazione della Posta Svizzera, il legislatore stabilisca correttamente la rotta per il futuro: una privatizzazione di PostFinance metterebbe inutilmente a repentaglio un modello di successo. A suo avviso, “PostFinance deve finalmente poter concedere essa stessa prestiti e deve essere dotata di una garanzia di capitale da parte della Confederazione”.