La produzione industriale nelle città deve essere più sostenuta
(Keystone-ATS) Le grandi città devono compiere maggiori sforzi per evitare che la produzione industriale e artigianale si sposti ancora di più verso la periferia. Lo afferma l’Unione delle città svizzere, che auspica una semplificazione nelle regolamentazioni amministrative.
Sebbene l’economia creativa sia in pieno sviluppo in numerose città, l’artigianato continua a essere sotto pressione, indica in una nota odierna l’Unione delle città svizzera citando uno studio, commissionato in collaborazione con la città di Zurigo, realizzato dall’istituto di ricerca Infras.
Dall’indagine emerge per esempio che a Lugano l’economia creativa è quella che offre attualmente il maggior numero di posti di lavoro nel settore industriale.
La procedura per ottenere le autorizzazioni per costruire dovrebbe essere facilitata, indica l’associazione, lamentando termini troppo lunghi, l’elevato numero di amministrazioni implicate e le severe norme in materia di sicurezza e prevenzione incendi.
Si potrebbero creare degli sportelli unici per semplificare il processo, si legge nel comunicato. In questo modo le città incoraggiano lo sviluppo di nuove start-up, mettendo temporaneamente a disposizione anche dei locali.
Le procedure amministrative dovrebbero inoltre essere digitalizzate. La messa in rete rappresenta un’opportunità, così come l’industria 4.0 poiché la ricerca e lo sviluppo, il design e l’informatica continuano a crescere all’interno della piazza industriale. Tra queste anche l’industria dell’alta tecnologia e l’economia creativa “plus”, che comprende anche attività legate alla concezione di software e di giochi video.
Dal 1995 l’industria nelle zone urbane ha subito un calo dal 33% al 27,5%, “e il peso si è spostato dalle grandi città verso le più piccole”, sottolineano gli autori dello studio Infras.
A Zurigo sono circa 50’000 gli impiegati che lavorano nell’economia creativa, aumentata del 60% tra il 1995 e il 2005. Una progressione registrata anche da altre città svizzere di grande e media grandezza (+35%).
A Zurigo nel 2014 la produzione artigianale e industriale rappresentava il 6,2% del totale degli impieghi, a Ginevra il 4,1% e a Losanna il 6,1%, mentre in località più piccole e periferiche come Delémont e Neuchâtel, rispettivamente il 15,4% e il 12,1%. Nelle città ticinesi la quota era del 14,6% a Locarno, a Lugano del 10,3%, a Chiasso del 9,9% e a Bellinzona del 9,8%.
Secondo lo studio Infras, più la città è grande e densa e maggiore è importante il settore terziario. Tuttavia, “la produzione artigianale e industriale così come le aziende di alta tecnologia registrano un buono sviluppo”.