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McKinsey patteggia 573 milioni dollari per oppiacei

Lo scandalo degli oppiacei è un tema sempre caldo negli Stati Uniti. KEYSTONE/FR125654 AP/JESSICA HILL sda-ats

(Keystone-ATS) McKinsey, nota società internazionale di consulenza, ha concordato in Usa di pagare 573 milioni di dollari a 47 stati, a cinque territori e al District of Columbia.

Questo per il ruolo avuto nella promozione delle vendite degli antidolorifici oppiacei della Purdue Pharma’s OxyContin e di altre case farmaceutiche, che hanno causato la morte di oltre 450 mila persone negli ultimi due decenni. Lo scrive il New York Times citando cinque persone a conoscenza dei negoziati.

Secondo il quotidiano, McKinsey lavorò con Purdue suggerendo di concentrarsi sulla vendita delle lucrative pillole ad alto dosaggio anche dopo che la casa farmaceutica si dichiarò colpevole nel 2007 in una indagine federale di aver fuorviato i medici e le autorità regolatorie sui rischi dell’OxyContin.

La società, secondo il Nyt, non ammetterà le accuse, ma accetterà le restrizioni giudiziarie sul suo lavoro con alcuni tipi di narcotici che creano dipendenza, conserverà le email per cinque anni e svelerà potenziali conflitti di interesse nelle offerte per i contratti statali. Inoltre metterà migliaia di pagine di documenti legati alla sua attività sugli oppiacei in un database disponibile al pubblico.

Gli Stati useranno i soldi pagati dalla McKinsey per trattamenti, programmi di prevenzione e recupero legati agli oppiacei. Lo scorso ottobre Purdue Pharma aveva patteggiato 8,3 miliardi di dollari e si era dichiarata colpevole nell’indagine federale sul marketing dell’OxyContin.

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