TF: ex ministro algerino dovrà rispondere alla giustizia svizzera
(Keystone-ATS) Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) può indagare sull’ex ministro della difesa algerino Khaled Nezzar, sospettato di crimini di guerra e contro l’umanità. Il Tribunale federale (TF) ha infatti respinto il ricorso inoltrato dall’ex dignitario che contestava la competenza delle autorità elvetiche in materia e chiedeva che gli fosse riconosciuta l’immunità.
L’ex ministro era stato fermato lo scorso ottobre mentre si trovava a Ginevra, dopo che l’organizzazione non governativa TRIAL (Track Impunity Always) e due privati cittadini avevano sporto denuncia contro di lui. Nezzar, ex generale, era stato ministro della difesa fra il 1990 e il 1994 ed aveva fatto parte dell’Alto comitato di Stato algerino, organo incaricato di gestire provvisoriamente il paese all’indomani delle dimissioni del presidente in carica, Chadli Bendjedid, nel 1992. Stando a TRIAL, Nezzar avrebbe ordinato, commissionato o per lo meno accettato sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e la pratica della tortura.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva deciso di aprire un’inchiesta penale nei suoi confronti per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi in Algeria fra il 1992 e il 1999. L’ex generale aveva ricorso al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona contestando la competenza della autorità svizzere, ma era stato sconfessato. La sentenza è stata confermata ora dal TF.
I crimini contestati a Nezzar sono stati perpetrati “nell’ambito del conflitto civile algerino, che dal 1992 al 1999 ha opposto al governo diversi gruppi islamisti”, indicava il MPC al momento di annunciare l’apertura di un’inchiesta “per sospetti crimini di guerra”. Dopo essere stato interrogato dalle autorità giudiziarie, Nezzar avrebbe fatto ritorno in Algeria.