Travail.Suisse chiede aumenti salariali del 2%, USI frena
Si preannunciano tese le discussioni salariali per l'anno prossimo: Travail.Suisse ha aperto le danze chiedendo un aumento generale del 2% per tutti i lavoratori. Da parte sua, l'Unione svizzera degli imprenditori (USI) ritiene plausibile un aumento medio dell'1%.
(Keystone-ATS) La rivendicazione del 2% costituisce una media e varia a seconda dei settori, ha spiegato Travail.Suisse in una conferenza stampa. Per giustificare la propria richiesta, l’organizzazione sindacale evidenzia una stagnazione dei salari reali negli ultimi dieci anni. A pesare sono in particolare i premi dell’assicurazione malattia, non presi in considerazione nel calcolo dell’inflazione.
Travail.Suisse denuncia anche un distaccamento tra l’evoluzione degli stipendi e della produttività. Mentre quest’ultima ha registrato una crescita annuale del 1,4% tra il 2017 e il 2026, i salari reali non hanno tenuto il passo.
L’USI presenta un’analisi differente. Giudica la richiesta sindacale scollegata dalla realtà economica, caratterizzata da una crescita debole e da incertezze geopolitiche. Per l’organizzazione padronale, la priorità deve essere data alla sicurezza dell’impiego.
L’Unione degli imprenditori contesta fermamente l’idea che le aziende tengano per sé i guadagni di produttività. Questa affermazione si basa su un errore metodologico dei sindacati, che utilizzerebbero l’indicatore sbagliato per misurare l’evoluzione dei salari, sostiene l’USI in un comunicato.