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L'organizzazione dello Stato islamico (Isis) afferma di aver lanciato una serie di attacchi telematici contro siti istituzionali Usa, tra cui le banche dati dell'Fbi e della Casa Bianca, nell'anniversario dell'11 settembre.

Lo si apprende da account Twitter che si dicono affiliati al gruppo jihadista.

In attesa di conferme o smentite da parte delle autorità Usa, si accavallano sui social network notizie della "campagna di attacchi telematici" condotti dall'"Esercito islamico elettronico" e dagli "Hacker del califfato" con la parola d'ordine in arabo e in inglese "L'America sotto attacco" (America under attack).

Secondo le fonti, non verificabili in maniera indipendente, i tecnici informatici dell'Isis hanno violato le banche dati dell'Fbi, della Casa Bianca, della Cia e di banche saudite (tra cui la Amarah Bank) con sede negli Stati Uniti.

Nei vari messaggi apparsi nelle ultime ore si lancia un ultimatum alle autorità americane di "smettere gli attacchi contro musulmani entro sette giorni". In caso contrario, si legge nei post, saranno divulgate informazioni segrete su agenti Cia e Fbi nel mondo, sui conti bancari segreti di principi sauditi, informazioni sulla vita privata della coppia presidenziale Barack e Michelle Obama, dettagli delle operazioni dell'aviazione e dell'esercito americano, dell'agenzia spaziale Nasa, dell'autorità portuale di New York.

A riprova della loro serietà i presunti "hacker del Califfato" pubblicano sui loro account sedicenti account email personali di Barack e Michelle Obama e i numeri dei telefoni cellulari della First Lady.

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SDA-ATS