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11/9: Tariq Ramadan, moschea a Ground Zero poco saggia

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2010 - 20:47
(Keystone-ATS)

NEW YORK - Una delle voci più autorevoli e controverse del pensiero islamico moderno, quella dell'intellettuale svizzero di origine egiziana Tariq Ramadan, si è levata per opporsi alla costruzione di una moschea a Ground Zero, che sta suscitando forti controversie negli Stati Uniti.
In un fondo che verrà pubblicato domani dal Washington Post, Ramadan scrive che costruire il progettato centro culturale islamico Park51 è "un diritto legittimo" per i musulmani ma aggiunge: "sono convinto non si tratti di una decisione saggia, viste le sensibilità collettive nella società americana".
Per Ramadan, ora autorizzato a insegnare negli Usa dopo che il visto gli era stato rifiutato in passato, viviamo "un momento in cui occorre superare la questione dei diritti ed agire per il bene comune".
Costruire la moschea di Ground Zero altrove, prosegue l'intellettuale, "è possibile e si tratterebbe di un gesto sensibile e simbolico. Così facendo non significa accettare l'idea falsa che l'Islam è responsabile per l'11/9, e non significa sacrificare i propri diritti sull'altare delle voci populiste, neoconservatrici e fondamentaliste religiose che tentano di trasformare la questione in un nuovo scontro tra civiltà ".

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