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Afghanistan: Isaf; è record vittime militari nel 2010

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 dicembre 2010 - 17:22
(Keystone-ATS)

KABUL - Si chiamava Brian Bowman il soldato americano passato alla storia per essere stato il 3 gennaio il primo di una lunga serie di vittime che hanno trasformato il 2010, con 709 morti, nell'anno più cruento per le truppe della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) in Afghanistan.
Le statistiche mostrano che nel decennio trascorso da quando fu lanciata l'Operazione Enduring Freedom i soldati dell'Isaf deceduti sono cresciuti anno dopo anno passando dai 21 degli ultimi quattro mesi del 2001, ai 131 del 2005, fino a raggiungere i 709 al 30 dicembre 2010.
Il picco delle vittime della Coalizione internazionale (composta da 49 paesi) è stato toccato a giugno che, con 103 morti, è stato in assoluto il mese più letale di tutta la campagna militare, seguito da successivo luglio (88 vittime) e da agosto (79).
Il fardello più grande di questa cruenta vicenda è, in questo 2010 che sta concludendosi, sulle spalle degli Stati Uniti che hanno perso 497 uomini, mentre la Gran Bretagna ha raggiunto quota 103. Anche il contingente italiano, arrivato in Afghanistan nel 2004, ha lasciato quest'anno sul campo undici soldati.
Ammettendo che nel 2009 le vittime militari erano state molto meno - 521 secondo i calcoli del sito 'icasualties.org' - il portavoce dell'Isaf, generale Joseph Blotz, ha aggiunto che anche le previsioni per il 2011 non sono rosee, e che ci saranno "più violenza" e "più scontri" prima di un miglioramento della situazione e del consolidamento dei progressi realizzati.

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