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Afghanistan: Kabul, Pakistan non collabora su omicidio Rabbani

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2011 - 16:29
(Keystone-ATS)

Il Pakistan rifiuta di collaborare nell'inchiesta per l'omicidio dell'ex presidente afghano e capo negoziatore con i talebani Burhanuddin Rabbani. È l'accusa che Kabul rivolge oggi ad Islamabad. Proprio dal Pakistan - è stato accertato nell'inchiesta afghana - proveniva il kamikaze, finto emissario negoziale del mullah Omar, che il 20 settembre uccise Rabbani facendo esplodere l'esplosivo che celava nel turbante.

"Abbiamo ricevuto oggi un messaggio dell'ambasciata del Pakistan che afferma: 'Visto che questo problema è stato sollevato dai media, non possiamo collaborare e ne siamo dispiaciuti'", ha spiegato alla stampa a Kabul, Mohammad Yasin Zia, il vicedirettore dei servizi segreti afghani, l'Nds.

L'Nds sostiene di aver trasmesso giovedì scorso al Pakistan prove ed elementi per l'identificazione di persone sospettate dell'organizzazione dell'attentato suicida costato la vita a Rabbani. Domenica gli investigatori afghani avevano riferito, con un comunicato della presidenza, che "dei documenti e delle prove raccolte, ma anche la confessione di un complice arrestato dimostrano che l'omicidio di Rabbani è stato pianificato a Quetta (nel sud ovest del Pakistan) e che l'assassino era un cittadino pachistano" che viveva nella città di Chaman, al confine tra i due Paesi.

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