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Un attentatore suicida si è fatto esplodere oggi fra le molte persone in fila all'ufficio dell'anagrafe del distretto di Imam Sahib, nel nord dell'Afghanistan. Il cruento attentato, non ancora rivendicato, ha causato almeno 32 morti e 40 feriti, secondo Tolo TV.

La provincia settentrionale di Kunduz, in passato considerata fra le più calme del paese, è stata investita recentemente dagli insorti che vi hanno moltiplicato gli attentati. Essa riveste un'importanza strategica come punto di collegamento fra l'Afghanistan e le nazioni dell'Asia centrale, in particolare il Tagikistan. L'offensiva invernale di gruppi antigovernativi negli ultimi dieci giorni ha causato 110 morti nelle province di Khost, Nangarhar, Kandahar, Kabul, ed ora Kunduz.

Il distretto di Imam Sahib, colpito oggi dal kamikaze, e la terra natale di Gulbuddin Hekmatyar, capo di Hezb-e-Islami, uno dei tre movimenti armati che si oppongono al governo di Hamid Karzai e alle forze militari straniere che lo sostengono. Hekmatyar gode di grande popolarità nella zona e anche l'attuale capo del distretto, Muhammad Ayub Haqyar, era membro di Hezb-e-Islami.

"Io stesso - ha spiegato da parte sua all'ANSA il capo del distretto, Muhammad Ayub Haqyar, - ho contato almeno 30 cadaveri. La situazione è ancora totalmente di emergenza e penso che il bilancio finale sarà ancora più pesante".

Ancora una volta, il presidente Hamid Karzai ha condannato questo ennesimo attentato con durissime parole. "Questo e gli altri recenti attacchi in cui sono state perse vite innocenti - si legge in un comunicato - dimostrano le autentiche intenzioni demoniache ed anti-islamiche di un nemico crudele che cerca disperatamente di massacrare civili ed arrecare lutto alle famiglie". "Questo nemico deve capire che né il potente Allah, né la gente dimenticheranno i suoi atti anti-islamici di violenza ed odio".

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SDA-ATS