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Alpiq, leader svizzero dell'energia, tenendo conto della congiuntura ancora difficile si mostra prudente sulle prospettive a corte termine. Prevede per il 2011 risultati analoghi a quelli del 2010, e misure - che però restano vaghe - per salvaguardare la propria capacità finanziaria.

Il gruppo ha avviato "un programma ambizioso che riguarda sia i costi e gli utili che gli investimenti e il bilancio. Allo studio vi sono anche dismissioni e saranno messe in atto rapidamente", ha indicato oggi Alpiq in occasione della sua conferenza stampa annuale.

Le cifre dello scorso anno, già rese note, sono in calo: l'utile netto ha ceduto il 4,6% a 645 milioni di franchi e il fatturato è sceso del 4,8%, a 14,10 miliardi. Sul lungo periodo il gruppo nutre tuttavia ambizioni più forti: entro il 2020 conta di raddoppiare la produzione, accrescere la redditività e creare più valore aggiunto.

Il CEO Giovanni Leonardi ha spiegato che la strategia del gruppo di puntare sui due pilastri - Energia e Servizi energetici - nonché sulla diversificazione in oltre 30 paesi europei, ha dato buona prova. Maggiori sforzi andranno compiuti nel campo nell'efficienza energetica.

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SDA-ATS