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BERNA - Sono stati soprattutto i simpatizzanti di sinistra e dell'UDC a respingere la riduzione delle rendite del secondo pilastro, in votazione lo scorso 7 marzo. Meno del 30% dei votanti ha approvato la proposta e si tratta principalmente di ultrasettantenni, svizzerotedeschi e persone con una formazione superiore, stando all'analisi VOX pubblicata oggi.
I "no" sono stati in tutto il 72,7%. "I più accaniti oppositori" provengono dalla sinistra, che aveva invitato a votare "no", precisa il dipartimento di scienze politiche dell'università di Ginevra sulla base di dati raccolti dall'istituto gfs.bern. I simpatizzanti del PLR e del PPD, che si erano schierati a favore, hanno approvato l'oggetto con il 56% e il 42% dei voti. Fra i sostenitori dell'UDC i voti favorevoli sono stati solo il 27%. Il partito nazionale aveva infatti invitato a votare sì, ma alcune sezioni si erano distanziate.
Hanno votato "sì" le persone che hanno fiducia nel governo, che vogliono una società più ordinata, che considerano legittime grandi differenze di reddito e che hanno un visione liberale dello Stato e dell'economia, stando all'analisi. Fra questi figurano soprattutto ultrasettantenni. Un dato "non molto sorprendente", visto che questa classe di età non è colpita direttamente dalle modifiche della legge, affermano gli esperti.
Fra i sostenitori figurano anche molte persone con una formazione superiore e gli svizzerotedeschi sono sovrarappresentati rispetto ai ticinesi e ai romandi. Il loro voto è stato motivato principalmente dalla necessità di stabilizzare il finanziamento delle rendite e assicurarlo alle generazioni futuro.

SDA-ATS