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Archivio Harald Szeemann: da Maggia a Los Angeles

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 giugno 2011 - 16:55
(Keystone-ATS)

Grave perdita culturale per il Ticino e la Svizzera. L'archivio e la biblioteca del celebre curatore elvetico Harald Szeemann, uno dei più importanti fondi privati al mondo per la ricerca sull'arte moderna e contemporanea, è stato acquisito dal Getty Institute di Los Angeles. Ne dà notizia oggi il sito internet di quest'ultimo.

L'insieme di documenti - finora conservati nello studio di Szeemann a Maggia - comprende 36'000 fotografie, 28'000 libri, 1000 scatole piene di corrispondenza scambiata fin dagli anni Cinquanta con artisti del mondo intero, oltre a numerosi film, disegni e stampe.

A questi vanno ad aggiungersi circa 300 progetti di esposizioni e lavori svolti con artisti del calibro di Joseph Beuys, Bruce Nauman, Richard Serra o Cy Twombly. All'archivio di Szeemann, considerato il più importante ed influente curatore dal dopoguerra ai nostri giorni, si erano erano interessati anche il Land tedesco dell'Assia e la città Kassel (D).

L'Ufficio federale della cultura (UFC) si era impegnato affinché l'archivio potesse restare in Svizzera. Il suo direttore, Jean-Frédéric Jauslin aveva intavolato discussioni con la Biblioteca nazionale, il Museo nazionale e l'Istituto svizzero di studi d'arte.

Per ragioni finanziarie non è stato possibile trovare un accordo, ha spiegato all'ATS Jauslin. L'ostacolo non viene però dalle richieste in denaro degli eredi, la moglie Ingeborg Lüscher e la figlia Una Szeemann, bensì dai costi che la conservazione e il trattamento dei documenti avrebbero generato, ha aggiunto Jauslin.

Nato a Berna nel 1933, sin dagli anni Sessanta Szeemann si fa notare proponendo esposizioni che introducono nuovi linguaggi e modi di concepire l'arte. Dopo aver diretto per alcuni anni la Kunsthalle di Berna, nel 1972 viene chiamato alla testa della Documenta 5 a Kassel.

Nel 1978 cura una mostra sul Monte Verità che diventerà nel corso degli anni un punto di riferimento per gli addetti ai lavori. Fra i molti progetti curati negli anni successivi figura anche la direzione artistica della Biennale di Venezia. Dal 1978 fino alla morte, avvenuta nel 2005, ha vissuto in Ticino, a Tegna.

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