Navigation

Assange: Corte Svezia conferma mandato arresto

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 novembre 2014 - 15:13
(Keystone-ATS)

La Corte di appello di Stoccolma ha confermato il mandato di arresto nei confronti del fondatore di Wikileaks, Julian Assange, nell'ambito di un caso di molestie sessuali. Lo riporta la stampa internazionale.

La Corte ha respinto l'appello presentato dai legali di Assange, che chiedeva di annullare il mandato di arresto.

Il tribunale, scrive la stampa svedese, considera il fondatore di Wikileaks ancora sospettato nel caso di molestie sessuali iniziato dopo le denunce di due donne svedesi, e a rischio di "fuga".

Il tribunale ha inoltre rigettato la tesi della difesa, che accusa la Svezia di aver "di fatto incarcerato" Assange nell'ambasciata dell'Ecuador di Londra - dove l'australiano risiede da due anni -. "Assange può lasciare l'ambasciata se vuole", scrive la Corte, consapevole che l'uscita dalla sede diplomatica farebbe scattare l'estradizione in Svezia.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.