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Il presidente del PPD Christophe Darbellay vuole dare una nuova spinta all'idea di una Svizzera senza energia nucleare. "La domanda non è più se, ma quando e come", ha affermato il consigliere nazionale vallesano rivolgendosi oggi ai delegati del suo partito a Wettingen (AG).

Egli ha definito una "benedizione" il time-out per l'energia nucleare deciso dalla ministra PPD dell'energia Doris Leuthard. Un termine concreto per uscire dal nucleare non si può tuttavia avanzare. Sviluppare alternative senza CO2 all'energia atomica è un duro lavoro, ma il PPD vuole assumere un ruolo decisivo nella politica energetica svizzera, ha detto Darbellay, che non ha risparmiato le critiche agli altri principali partiti di governo.

Alla sinistra e alle organizzazioni ambientaliste Darbellay ha chiesto un atteggiamento costruttivo verso l'energia eolica e idrica. Quest'ultima in particolare ha un grosso potenziale di sviluppo e modernizzazione, ma una valanga di opposizioni e ricorsi da parte di ambienti verdi e di sinistra ha finora bloccato tutti i progetti, ha sostenuto il vallesano, che ha messo di nuovo in discussione il diritto di ricorso delle associazioni.

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SDA-ATS