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Banche cantonali: promettono prudenza in affari ipotecari

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2010 - 16:21
(Keystone-ATS)

ZURIGO - Le banche cantonali non ritengono di essere il motore di una possibile bolla immobiliare. All'origine dell'espansione della domanda dei prestiti ipotecari, oltre al basso livello dei tassi di interessi, vi è l'evoluzione favorevole dei redditi e la crescita della popolazione, ha affermato oggi a Zurigo Martin Scholl, vicepresidente dell'Unione delle banche cantonali svizzere (UBCS).
Timori di una bolla immobiliare sono stati espressi più volte di recente da dirigenti della Banca nazionale svizzera. Si sta delineando una politica di credito più selettiva ed è stato accertato un fabbisogno di rettifiche di valore inesistente o solo leggermente più alto, ha spiegato Scholl.
Per il vicepresidente dell'UBCS, che è anche Ceo della Banca cantonale di Zurigo, gli interessi bassi, la forte concorrenza tra le banche e la scarsità di appartamenti in affitto nella regione di Zurigo formano un "cocktail pericoloso". Tuttavia "le banche hanno imparato dalla crisi immobiliare degli anni '90", ha affermato. Il fabbisogno di rettifiche di valore negli ultimi tempi è aumentato solo lievemente, ha aggiunto il Ceo della maggiore banca cantonale del paese.
Le banche cantonali controllano circa un terzo del mercato immobiliare elvetico, con prestiti ipotecari a quota 265 miliardi di franchi a metà 2010 (+2,9% rispetto a fine dicembre).

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