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Birmania: lacrime di gioia per Suu Kyi a incontro con figlio

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2010 - 12:38
(Keystone-ATS)

BANGKOK - Un abbraccio sobrio davanti ai fotografi, con un sorriso velato da lacrime, prima di recarsi assieme nella residenza di famiglia che dal 2003 era stata la sua prigione. A 10 anni dall'ultimo incontro, Aung San Suu Kyi ha finalmente rivisto questa mattina il secondogenito Kim Aris, arrivato all'aeroporto di Rangoon con un volo da Bangkok, dove ha ottenuto il visto che in precedenza gli era stato ripetutamente negato dalle autorità birmane.
"Sono molto felice", ha confessato Suu Kyi ai presenti, per poi sorridere davanti al tatuaggio esibito dal figlio sul braccio sinistro: un pavone e una stella, il simbolo della "Lega nazionale per la democrazia" (Nld), partito guidato dal premio Nobel per la Pace prima del suo scioglimento forzato lo scorso maggio, conseguenza della decisione di boicottare le elezioni del 7 novembre.
La leader dell'opposizione, rilasciata il 13 novembre dopo sette anni consecutivi di arresti domiciliari, tramite il suo avvocato Nyan Win ha ringraziato le autorità per aver concesso il visto al figlio, che ha spiegato di voler rimanere nel Paese per circa due settimane.

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