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BNS: UBS e CS poco esposte verso paesi periferici Eurolandia

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 giugno 2011 - 18:08
(Keystone-ATS)

Le due grandi banche svizzere UBS e Credit Suisse sono relativamente poco esposte verso i paesi periferici di Eurolandia. Nel complesso i crediti verso tali Stati sono scesi da 60 miliardi di franchi del 2009 e 46 miliardi lo scorso anno, secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionali, riportati oggi dalla Banca nazionale svizzera (BNS).

L'esposizione verso la Grecia ammontava a 2 miliardi, esattamente come quella verso il Portogallo. La somma sale a 12 miliardi per quanto riguarda l'Irlanda e a 15 per la Spagna. Il totale di 46 miliardi comprende anche 15 miliardi relativi all'Italia.

Circa la metà degli importi rappresenta pretese nei confronti del settore privato non bancario, il resto si suddivide in parti uguali tra Stato e banche, si legge nel rapporto sulla stabilità finanziaria, pubblicato oggi dalla BNS. Il 50% circa dei diritti vantati verso le banche e il settore privato e più o meno il 20% di quelli verso Stati sono provvisti di garanzie.

Tuttavia - ha osservato Thomas Jordan, vicepresidente della direzione della BNS presentando il rapporto - se i problemi di indebitamento dovessero estendersi al settore bancario internazionale o ad altri Stati, si potrebbero verificare perdite notevoli.

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