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La Borsa di Tokyo termina gli scambi in pesante perdita (-1,78%) e, dopo sei sedute di fila al rialzo, sconta la crisi in Libia e le diffuse proteste in Medio Oriente che, tra l'altro, hanno fatto lievitare le quotazioni del petrolio, i cui contratti future hanno raggiunto i massimi degli ultimi 28 mesi anche sulla piazza nipponica, in linea con quanto accaduto a New York e in Europa.

L'indice Nikkei si attesta a quota 10.664,70, con una perdita secca di 192,83 punti, in scia anche alle vendite alimentate dal rialzo dello yen sulle principali valute e dal taglio dell'outlook sul debito del Giappone (da 'stabilè a 'negativò), disposto oggi da Moody's per l'assenza di azioni efficaci di riordino dei conti pubblici da parte del governo.

Le prese di beneficio, tuttavia, erano prevedibili: dallo scorso novembre, dall'inizio cioè del recupero dei listini, il Nikkei ha guadagnato quasi il 20%.

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SDA-ATS