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La Borsa svizzera è peggiorata nel pomeriggio sulla scia di Wall Street, malgrado il dato positivo sulle vendite di nuove case in Usa, a causa dei timori per le quotazioni del greggio e delle incertezze legate dalla rivolta in Libia. Sul finale di seduta ha però recuperato terreno sostenuta dai pesi massimi difensivi. L'indice SMI dei titoli guida ha terminato la seduta a quota 6622,77 (invariato). L'indice allargato SPI ha chiuso a 5921,66 punti (-0,29%).

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono aumentate in gennaio del 2,7% a un tasso annualizzato di 5,36 milioni di unità, balzando ai massimi degli ultimi otto mesi.

Nestlé è in crescita dello 0,67% (a 52,90 franchi), Novartis dello 0,75% (a 53,80 franchi) e Roche dello 0,36% (a 137,50 franchi). In calo i titoli più sensibili ai cicli congiunturali. ABB è arretrata dello 0,99% (a 22,10 franchi), Adecco dell'1,28% (a 61,85 franchi) e Holcim del 2,16% (a 67,80 franchi).

Tra i bancari, l'UBS è in calo dello 0,32% a 18,45 franchi, il Credit Suisse sale marginalmente (+0,07% a 43,73 franchi), la Julius Bär ha perso l'1,36% (a 41,41 franchi). Calo anche per assicurativi: Zurich Financial è scesa dello 0,86% (a 266,30 franchi), Swiss Re dello 0,87% (a 56,95 franchi).

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SDA-ATS