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Borsa svizzera: chiude in rialzo, SMI +0,16%

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 maggio 2011 - 17:48
(Keystone-ATS)

Dopo aver aperto in calo ed essere rapidamente passata in territorio positivo la borsa svizzera ha oscillato a lungo intorno alla parità, chiudendo infine in lieve rialzo. L'indice dei valori guida SMI si è fermato a 6464,55 punti (+0,16% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,05% a 5942,82 punti.

Il mercato, dominato da una grande incertezza, ha stentato a trovare un indirizzo preciso, influenzato anche nel finale dalle esitazioni di Wall Street. Fra gli investitori continuano a tenere banco i timori sulla crisi del debito in Europa e su un rallentamento dell'economia americana: a quest'ultimo proposito una conferma è giunta dal dato di aprile sugli ordini di beni durevoli, scesi del 3,6%, più delle attese. Un cauto ottimismo è derivato per contro dalle cifre Ocse sulla crescita dei paesi più sviluppati.

Bene si sono comportati i bancari UBS (+1,14% a 16,00 franchi), Credit Suisse (+1,45% a 36,45 franchi) e Julius Bär (+0,56% a 37,65 franchi): secondo gli operatori dopo la forte contrazione delle scorse sedute i prezzi di queste azioni sono tornati interessanti. Gli assicurativi Swiss Re (-0,02% a 49,29 franchi) e Zurich (-0,45% 221,60 a franchi) hanno invece mancato il rimbalzo.

Non hanno presentato un andamento unitario i titoli più legati alla congiuntura: ABB (-1,36% a 22,55 franchi) ha sofferto probabilmente anche per il nuovo rialzo della moneta elvetica nei confronti di euro e dollaro, al contrario di Adecco (+1,17% a 56,30 franchi) e di Holcim (+0,45% a 66,45 franchi). Vendite sono state segnalate nel segmento del lusso, con Richemont (-0,93% a 53,40 franchi) più in difficoltà di Swatch (-0,36% a 420,60 franchi).

Fra i pesi massimi difensivi sono rimasti per quasi tutta la seduta in rialzo Novartis (+0,28% a 53,90 franchi) - la cui filiale Alcon ha vinto negli Usa una vertenza sui brevetti - e Roche (+0,61% a 147,70 franchi), mentre ha ripiegato Nestlé (-0,18% a 54,50 franchi).

Nel mercato allargato l'attenzione era ancora una volta concentrata su Logitech (-2,13% a 10,58 franchi), alle prese negli Usa con l'annuncio di una seconda azione collettiva per il mancato rispetto delle regole sulla comunicazione dell'andamento degli affari. La multinazionale vodese respinge le accuse, mentre un analista della banca Vontobel attribuisce scarse possibilità di successo a questi passi legali, sottolineando peraltro che possono avere importanti costi giuridici. SHL Telemedicine (-1,94% a 6,05 franchi) ha presentato risultati trimestrali con utili e fatturato in calo.

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