Dopo aver aperto in rialzo la Borsa svizzera ha presto virato in negativo e da allora oscilla lievemente al di sotto della parità: alle 15:00 l'indice dei valori guida SMI segnava 6352,59 punti (-0,10% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,12% a 5778,39 punti.

Dopo quattro sedute positive su tutti i mercati internazionali è subentrata una fase di pausa: al momento mancano gli impulsi e i volumi di scambio sono limitati. Sullo sfondo rimangono inoltre le incertezze legate alla crisi atomica in Giappone, alle rivolte nei paesi arabi e alle difficoltà dell'euro. Più movimento è atteso con l'approssimarsi della nuova stagione dei risultati trimestrali, che comincerà la settimana prossima.

La blue chip più tonica è Credit Suisse (+1,12%) in seguito a un'intervista dell'ambasciatore USA a Berna Donald Beyer, secondo cui non vi sono indizi di frode fiscale sistematica da parte dell'istituto. In negativo sono invece gli altri due bancari UBS (-1,35%) e Julius Bär (-0,07%), che subiscono anche i riflessi dell'inatteso aumento di capitale dall'italiana Ubi Banca, un annuncio che ha messo in agitazione l'intero comparto creditizio nella Penisola.

Nel segmento assicurativo arranca Swiss Re (-1,17%), dopo la pubblicazione della stima sui costi delle catastrofi 2010, e con il passare delle ore è scivolata all'indietro anche Zurich (-0,35%).

Non hanno un andamento univoco i titoli maggiormente legati alla congiuntura come ABB (-0,73%) e Holcim (+0,14%). Vendite sono segnalate anche nel ramo del lusso, con Swatch (-0,80%) più in difficoltà di Richemont (-0,39%).

Nestlé (+0,48%) e Roche (+0,23%) tentano di sollevare il listino, ma non collabora il terzo difensivo di peso, Novartis (-0,59%). Vicina alla parità è la sempre volatile Transocean (-0,21%)

Nel mercato allargato ha pubblicato i bilanci 2010 Zehnder (-2,51%).

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