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La borsa svizzera rimane orientata al ribasso: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 6585,96 punti (-0,69% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,67% a 5918,12 punti.

Negli Usa le richieste di sussidio disoccupazione sono calate più del previsto, al livello più basso dal luglio 2008, ma sul fronte societario hanno deluso gli ultimi dati relativi a Cisco Systems e Pepsico. Per quanto riguarda il vecchio continente vanno segnalate le preoccupazioni della Banca centrale europea relative a un aumento dell'inflazione nella zona euro e il riacutizzarsi del rischio insolvenza dei paesi cosiddetti periferici.

In Svizzera gli occhi rimangono puntanti su Credit Suisse (-5,84%), penalizzata dall'utile netto 2010 inferiore alle attese e da un taglio degli obiettivi di redditività, e su Zurich (-1,16%), che pur presentando risultati annuali in calo ha leggermente superato le aspettative. Sempre nel ramo bancario e assicurativo in rosso sono pure UBS (-0,65%) e Swiss Re (-1,63%), mentre Julius Bär (+0,72%) è in controtendenza.

Rimangono orientati al ribasso i titoli più legati alla congiuntura come ABB (-1,33%) e Holcim (-1,23%), nonché i farmaceutici Novartis (-0,47%) e Roche (-0,28%). Transocean (-1,75%) ha fatto sapere di aver ricevuto una commessa da 427 milioni di dollari per operazioni in Norvegia. Sostiene il listino il terzo difensivo di peso, Nestlé (+0,89%), che insieme a SGS (+0,25%) figura nel ristretto gruppo delle blue chip su cui splende oggi il sole.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Kardex (-0,32%) e Basilea (-0,52%).

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SDA-ATS