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Borsa svizzera negativa in attesa Bce

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 maggio 2011 - 11:59
(Keystone-ATS)

Prosegue senza grandi scossoni l'andamento della borsa svizzera, dove prevale la prudenza nell'attesa che la Banca centrale europea comunichi le sue decisioni sui tassi e vengano resi noti alcuni dati macro internazionali. Verso le 11.20, l'indice SMI delle blue chip segnava una contrazione dello 0,37% a 6446,67 punti. Sul mercato allargato, l'SPI arretrava dello 0,32% a 5946,91 punti.

In un mercato dove prevale l'attesa, ad attirare l'attenzione sono alcune situazioni particolari legate alla pubblicazione dei trimestrali di alcuni aziende importanti, attive soprattutto nel ramo assicurativo.

Sulle contrattazioni pesano quindi le vendite su ZFS (-3.49%). Le catastrofi naturali in Australia, Nuova Zelanda e Giappone hanno pesato sui risultati trimestrali del gruppo assicurativo. L'utile netto risulta in calo del 32% rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso, a 637 milioni di dollari. Gli analisti si aspettavano un risultato migliore: 751 milioni di dollari.

Swiss Re bilancia solo in parte il "salasso" di ZFS. Il riassicuratore - in crescita dell'1,50% - ha subìto una perdita netta di 665 milioni di dollari nel primo trimestre 2011, contro l'utile di 158 milioni nei primi tre mesi del 2010. Il rosso è dovuto al livello "molto elevato" delle catastrofi naturali. In questo caso, però, il gruppo ha presentato cifre superiori alle attese degli analisti che avevano pronosticato quasi un miliardo di perdita.

Tra i finanziari, UBS è in calo dello 0,88%, Credit Suisse dello 0,72% e Julius Baer dello 0,74%. Quanto ai pesi massimi, Roche cede lo 0,14%, mentre Novartis avanza dello 0,10%. In flessione anche Nestlé: -0,19%. Tra i titoli ciclici, ABB cresce dello 0,22%, mentre Holcim arretra del 2,02%.

Sul mercato allargato, Petroplus avanza del 9,4%. I conti della società si sono chiusi anche nel primo trimestre 2011 con una perdita: -68,5 milioni di dollari (58,9 milioni di franchi). In Forte crescita invece il giro d'affari del gruppo attivo nella raffinazione del petrolio, passato da 4,97 miliardi di dollari a 6,23 miliardi.

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