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Brasile: gruppi religiosi contro aborto per bambina stuprata

La città di Recife KEYSTONE/APA/ROBERT JAEGER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 agosto 2020 - 15:08
(Keystone-ATS)

Una bambina di 10 anni, che è rimasta incinta dopo essere stata violentata, eseguirà l'aborto a Recife, nel nord-est del Brasile, Paese in cui l'interruzione di gravidanza è consentita solo in pochi casi specifici.

La giovanissima dovrà affrontare l'operazione a Recife, dopo che i medici si sono rifiutati di effettuarla nel suo Stato di origine, Espirito Santo, a causa delle pressioni di gruppi religiosi.

La leader di estrema destra Sara Winter, ha addirittura reso noto il nome della paziente e l'indirizzo dell'ospedale dove verrà ricoverata. Winter è agli arresti domiciliari dalla fine di giugno dopo aver partecipato a proteste che difendevano un golpe e la chiusura del Congresso.

Un gruppo di donne, esponenti del Forum Pernambuco, la notte scorsa si è riunito davanti all'ospedale di Recife per difendere il diritto all'aborto della minore. "Siamo qui per dire che la vita di quella bambina stuprata conta" e affermare che "la gravidanza a 10 anni è come la morte", hanno detto le manifestanti.

A loro si sono opposti alcuni deputati evangelici, che hanno invece protestato contro l'aborto.

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