Navigation

Cambogia: almeno 339 morti per calca a Phnom Penh

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2010 - 21:29
(Keystone-ATS)

PHNOM PENH - Una gioiosa festività religiosa si è trasformata in tragedia oggi in Cambogia: almeno 339 persone - ma il numero è destinato a salire - moltissime delle quali donne, sono morte stasera e oltre 300 sono rimaste ferite dalla calca nella strettoia di un ponticello nella capitale Phnom Penh, dove milioni di cambogiani si sono affollati per i tre giorni della tradizionale Festività dell'Acqua, trasformatosi proprio alla fine dei festeggiamenti in tragedia.
A scatenare il panico, secondo una fonte giornalistica, sarebbe stata una scarica elettrica, che avrebbe fulminato alcune persone. Chi non è caduto nel fiume, annegando, è rimasto schiacciato, stritolato, soffocato dalla folla in preda al panico improvviso. Ad aggiornare i bilanci in tempo reale in diretta televisiva a notte fonda è stato lo stesso primo ministro cambogiano, Hun Sen, alternandosi con un portavoce.
Le cifre si sovrapponevano in crescita frenetica: 17, poi 84, 105 solo nell'ospedale di Calmette, poi ancora 180, 278 (di cui 240 donne), 313, infine 339. Cifre sempre precedute dall'avverbio "almeno": il bilancio - ha messo subito in chiaro il premier quando i numeri dei morti erano già a tre cifre, "è destinato ad aggravarsi ancora". Hun sen si è scusato con il suo popolo per la strage Le tv hanno mandato in onda gente che piange disperata su cumuli di cadaveri, mentre decine di ambulanze si affollavano, in piena notte, sul luogo della tragedia.
"È la più grande tragedia che abbiamo mai visto", ha dichiarato il governatore della del distretto di Phnom Penh, Sok Sambath. Secondo le prime informazioni, riferite da un cameraman della Reuters, all'origine del fuggi fuggi, che ha coinvolto migliaia di persone, si sarebbe verificata una non meglio precisata scarica elettrica, che avrebbe fulminato alcune persone sul piccolo ponte che collega la città all'isoletta Diamond Island, creando panico. "Stavamo attraversando il ponte verso Diamond Island, quando alcune persone hanno cominciato a spingere dal lato opposto.
Ci sono state spaventose grida di panico. La gente ha iniziato a correre, cadendo le une sulle altre. Anchìio sono caduto. Sono ancora vivo perchè qualcun'altro mi ha rimesso in piedi", ha raccontato Kruon Hay, 23 anni. Il ponte dov'è avvenuta la strage è quello che collega la città alla Diamond Island (Koh Pich), che sorge sul fiume Tonle Sap, che a sua volta collega il grande omonimo lago al fiume Mekong. Sull'isoletta si era appena svolto un concerto.
Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato il panico. Ogni anno a Phnom Penh arrivano milioni di cambogiani per partecipare alla Festa dell'Acqua (Bon Om in lingua Khmer), una delle più importanti festività cambogiane che dura tre giorni e si svolge in tardo autunno. Per l'occasione la gente si innaffia reciprocamente con l'acqua come segno beneaugurante per il nuovo anno. Durante la Festa dell'Acqua si svolgono anche gare fra barche, una delle quali era terminata poco prima dell'incidente.
La festività cade annualmente in ottobre o novembre in occasione della luna piena, quando la corrente del fiume Tonle Sap, che normalmente confluisce nel Mekong, inverte la sua corrente per la piena stagionale del Mekong e riempie, a monte, il grande lago, Tonle Sap, alluvionando le pianure circostanti, garantendo buoni raccolti e pesce in abbondanza. Per questo si tratta di una sorta di ringraziamento al fiume Mekong.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo