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Cina: protesta ambasciata Usa per aggressioni giornalisti

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 febbraio 2011 - 07:24
(Keystone-ATS)

L'Ambasciata degli Stati Uniti in Cina ha definito oggi "inquietanti" gli attacchi condotti ieri contro decine di giornalisti stranieri da agenti di borghese della polizia di Pechino.

Il caso più grave è quello di un corrispondente dell'agenzia Bloomberg che è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato picchiato da cinque persone in borghese sulla centrale via Wang Fujing, dove si era recato con altre decine di colleghi per seguire una manifestazione a favore della democrazia indetta attraverso Internet da anonimi attivisti.

"Chiediamo al governo cinese di rispettare il diritto dei giornalisti stranieri a informare sulla Cina e chiediamo alla Pubblica Sicurezza di proteggere tutte le persone vittime di violenze o intimidazioni", ha dichiarato il portavoce dell'Ambasciata Richard Buangan.

In un comunicato, il Club dei corrispondenti stranieri in Cina si è dichiarato"oltraggiato" per le aggressioni subite da decine di giornalisti e chiede al governo di Pechino di "assicurare la sicurezza fisica di tutti i giornalisti che lavorano in Cina".

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