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Congo: donne stuprate in attacco nell'est, 170 secondo Unhcr

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2011 - 18:00
(Keystone-ATS)

È di oltre 170, secondo i riscontri dell'Unhcr (Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati), il numero delle donne violentate durante i recenti devastanti attacchi compiuti da bande di uomini armati contro villaggi del Sud-Kivu, regione mai pacificata della Repubblica democratica del Congo (Rdc, ex Zaire).

L'ennesimo stupro di massa pianificato per terrorizzare la popolazione civile, ha riferito oggi la portavoce a Kinshasa dell'Unhcr, Celine Schmitt, è avvenuto intorno al 10 giugno a Nyakiele e Abala, nell'est della Rdc, ed è il peggiore evento documentato di questo tipo dall'anno scorso, quando più di 300 donne furono violentate da miliziani durante un attacco durato diversi giorni.

Un gruppo di operatori umanitari e medici stanno già cercando di aiutare, fisicamente psicologicamente, le vittime delle brutali violenze ma la situazione è complicata anche dal fatto che gli aggressori hanno "saccheggiato i presidi medici e rubato viveri e alimenti essenziali per la sopravvivenza dei civili".

Numerosi gruppi armati continuano ad essere attivi nel Congo orientale dalla guerra del 1998-2003 che ha ucciso oltre cinque milioni di persone. E nonostante la collaborazione fornita da migliaia di peacekeepers delle Nazioni Unite - rilevano gli osservatori - il governo centrale di Kinshasa non è ancora riuscito a riprendere il controllo del territorio.

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