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BERNA - Il "consumo" di radio e televisione diverge a seconda delle regioni linguistiche. È quanto emerge da un'indagine condotta nel 2009 da Mediapulse, la Fondazione indipendente incaricata di misurare la fruizione dei media elettronici. Complessivamente i romandi e gli svizzero-tedeschi accendono gli apparecchi radiotelevisivi mediamente 4,5 ore al giorno, mentre gli svizzero-italiani vi dedicano 5 ore.
Il 65% di questo tempo ticinesi e grigionesi di lingua italiana lo passano davanti al teleschermo. Nella Svizzera romanda questa percentuale si fissa al 62% e in quella tedesca al 57%. L'inchiesta è stata realizzata lo scorso anno su un campione di 10'000 persone, ha indicato oggi Mediapulse in una conferenza stampa a Berna.
Un altro dato interessante scaturisce dall'orario in cui gli svizzeri ascoltano la radio. Quelli di lingua francese e tedesca preferiscono accendere gli apparecchi radiofonici il mattino presto, mentre gli italofoni sono più numerosi a sintonizzarsi sui programmi radio durante l'ora di pranzo. Gli svizzero-italiani sono pure i più numerosi davanti al piccolo schermo in serata, mentre gli svizzero-tedeschi non guardano praticamente mai la televisione a mezzogiorno.
Se si osservano attentamente i dati pubblicati oggi da Mediapulse, risulta pure che coloro che in Svizzera ascoltano molto la radio, guardano anche parecchio la tv.
Per quel che concerne la ricezione, la "rivoluzione digitale" sta avvenendo timidamente, ha dichiarato la responsabile delle ricerche presso Mediapulse, Isabel Wenger. La metà delle economie domestiche che dispongono già di un televisore possiedono pure un computer tramite il quale possono seguire i programmi radiotelevisivi.
A sorpresa, non sono però i giovani, bensì gli adulti con un alto reddito e con bambini i più assidui utenti di questa possibilità di consumo dei mezzi di comunicazione. Tali nuclei famigliari sono pure ben equipaggiati in fatto di altre nuove tecnologie.
La percentuale di consumatori di radio e tv via internet è maggiore nella Svizzera romanda (58%); seguono la Svizzera italiana (53%) e la Svizzera tedesca (49%).
Le famiglie che hanno a disposizione apparecchi digitali continuano tuttavia a guardare la televisione in modo analogico, per almeno un terzo del tempo. L'inchiesta di Mediapulse mostra infine come queste stesse persone guardino raramente la televisione in differita.

SDA-ATS