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Corea Nord: nipote Kim Jong-un definisce zio "dittatore"

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 ottobre 2012 - 12:09
(Keystone-ATS)

Kim Han-Sol, nipote dell'attuale leader nordcoreano Kim Jong-un, definisce suo zio "dittatore" ed esprime il desiderio di contribuire alla pace nel mondo, "soprattutto a casa".

In un'intervista alla tv finlandese Yle registrata a Mostar, città bosniaca dove frequenta lo United World College, il figlio di 17 anni di Kim Jong-nam, primogenito del 'caro leader' Kim Jong-il, afferma di avere "il sogno dell'unificazione (coreana, ndr), perchè è davvero triste non poter andare dall'altra parte e vedere i miei amici".

Nell'intervista postata su Youtube e rilasciata a Elisabeth Rehn, ex vicesegretaria dell'Onu, Kim, in perfetto inglese e con un look in linea con quello dei "cugini" sudcoreani - occhiali neri e piercing all'orecchio sinistro - spiega gli stretti legami con gli "amici americani e della Corea del Sud" malgrado i rapporti tra Pyongyang, da una parte, e Washington e Seul, dall'altra, non siano idilliaci.

Nato nel 1995 a Pyongyang, il giovane rampollo ricorda la sua infanzia solitaria e trascorsa per gran parte con la famiglia materna, lontano dalla Corea del Nord e da suo nonno, Kim Jong-il, morto lo scorso dicembre per un attacco cardiaco.

"Ho sempre voluto incontrarlo perchè volevo sapere che tipo di persona fosse. Ho atteso fino alla morte, sperando che mi incontrasse, perchè non ero neanche sicuro sapesse della mia esistenza", racconta Kim Han-sol.

Suo padre Kim Jong-nam, indicato come possibile successore di Kim Jong-il alla fine degli anni '90, cadde in disgrazia a causa del maldestro tentativo del 2001 d'ingresso illegale in Giappone col passaporto falso per visitare Disneyland. La sua famiglia, alla fine, fu costretta a lasciare la Corea del Nord e a trasferirsi a Macao.

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