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PECHINO/SEUL - Il leader nordcoreano Kim Jong-il ha concluso oggi la sua quinta visita in Cina, un viaggio, come i precedenti, avvolto dal segreto. Ma questa volta il 'caro leader' è stato visto e fotografato mentre usciva da un lussuoso albergo della città di Dalian, nel quale aveva pernottato in una suite da 2.300 dollari a notte, cioé il reddito medio annuale dei suoi sudditi, come ha impietosamente fatto notare un blogger cinese.
La visita è cominciata lunedì scorso, quando il suo treno blindato di 17 vagoni ha varcato la frontiera con la Cina a Dandong. Stasera, il convoglio è stato visto ripartire dalla stazione di Pechino. Secondo i media sudcoreani il treno sarebbe partito intorno alle ore 16.30 locali (le 10.30 in Svizzera), poco dopo l'arrivo in stazione del lungo corteo di una quarantina di auto che si presume trasportasse Kim e l'intera delegazione di Pyongyang, subito dopo aver lasciato la Diaoyutai State Guest House a Pechino.
Ieri sera il leader nordcoreano, sempre secondo la stampa di Seul, avrebbe incontrato il presidente cinese Hu Jintao, in occasione di una cena di benvenuto. Secondo la tv sudcoreana Kbs, i colloqui con Hu sarebbero durati un'ora. Nessun dettaglio, in linea con il gran segreto del viaggio di Kim, è trapelato, ma è prevedibile che i due leader abbiano discusso della ripresa dei colloqui a sei sul nucleare (in fase di stallo da dicembre 2008 e che coinvolgono le due Coree, Cina, Russia, Giappone e Usa) e di aiuti di Pechino a Pyongyang per sostenere un'economia in perenne collasso.
Gli analisti a Seul hanno anche ipotizzato uno scambio di opinioni sull'affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, colata a picco il 26 marzo nel mar Giallo, su cui crescono i sospetti di responsabilità di un siluro del Nord.
Nel corso della visita i poliziotti del servizio di sicurezza cinese hanno allontanato, a volte con la forza, i giornalisti che cercavano di fotografarlo ma almeno uno di loro, un giapponese, ci è riuscito. La foto è stata pubblicata in prima pagina da alcuni giornali di Hong Kong e anche i due quotidiani in inglese della Repubblica Popolare non hanno rispettato la consegna del silenzio, pubblicando con rilievo le notizie riprese dalle agenzie e dai giornali stranieri ed in particolare da quelli sudcoreani, sempre ben informati.
Il pubblico cinese, al contrario del governo di Pechino, non gli ha dato il benvenuto. Decine di persone sono intervenute sui blog e sui forum online per criticare il lusso del quale si circonda e ricordare che i suoi circa 20 milioni di sudditi vivono in una povertà cronica. "Kim torna a casa& 33;", ha scritto un internauta che significativamente si firma KimGetOut (fuori Kim). "Questo disgraziato è venuto solo per chiedere soldi", ha aggiunto un altro.

SDA-ATS