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BERNA - La commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia degli Stati intende porre un freno alla costruzione di residenze secondarie. Tuttavia, affrontando la revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio adottata all'unanimità, chiede che il testo venga precisato, in particolare per ciò che riguarda i provvedimenti che cantoni e comuni devono adottare per circoscrivere il fenomeno dei "letti freddi".
Nelle intenzioni della commissione la revisione legislativa, indica una nota odierna dei Servizi del parlamento, va opposta quale controprogetto indiretto all'iniziativa popolare di Franz Weber denominata "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie", testo che mira a limitare al 20% la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda utilizzata a scopo abitativo. Per questo la commissione propone di prolungare di un anno il termine di esame dell'iniziativa in questione.
Quanto alle precisazioni richieste, la commissione non si accontenta di misure per limitare il numero di nuove residenze secondarie. Vorrebbe infatti che cantoni e comuni adottassero provvedimenti per migliorare il tasso di occupazione di questi alloggi, promuovessero il settore alberghiero e le residenze principali a un prezzo abbordabile.
Oltre a ciò, i comuni - sotto la sorveglianza dei cantoni - dovrebbero fissare contingenti annuali o stabilire un tasso di residenze principali oppure delimitare zone a destinazione speciale. Una minoranza della commissione propone invece che i cantoni stabiliscano un contingente annuale di nuove residenze secondarie.
La revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio è già stata discussa e adottata lo scorso dicembre dal Nazionale. Essa non prevede quote fisse per limitare i "letti freddi", come auspica invece Franz Weber, presidente della Fondazione Helvetia Nostra.

SDA-ATS