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Crisi: patto Ue; raggiunto compromesso su riforma

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2010 - 19:44
(Keystone-ATS)

LUSSEMBURGO - I 27 ministri finanziari della Ue - secondo quanto si apprende da fonti comunitarie - avrebbero raggiunto un compromesso sulla riforma del Patto europeo di stabilità e di crescita, dopo una maratona durata l'intera giornata.
In pratica i Paesi più rigoristi, guidati dalla Germania, avrebbero ceduto sul fronte delle sanzioni verso i Paesi che violano le regole. Queste sanzioni - secondo l'intesa che sarebbe stata raggiunta - non scatterebbero in maniera automatica nel momento in cui si avvia una procedura di infrazione per deficit eccessivo, ma dopo sei mesi. In pratica, il Paese in deficit o debito eccessivo avrà sei mesi di tempo per mettere a punto le necessarie misure correttive. Se così non sarà, allora partirebbero automaticamente le sanzioni.
In cambio - si spiega - il fronte di Paesi guidati dalla Francia avrebbe accettato la richiesta di Berlino di modificare il trattato di Lisbona da qui al 2013. Questa, infatti, è la chiave di volta per realizzare la 'fase due' della riforma del Patto voluta fortemente dalla Germania. Soprattutto per realizzare un meccanismo anticrisi permanente (per ora c'è quello triennale messo in piedi per salvare la Grecia). Inoltre, modificando i trattati si potrà venire incontro ad un'altra richiesta della Germania, vale a dire la sospensione del diritto di voto in Consiglio Ue ai Paesi recidivi nel violare le regole del Patto.

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