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Crisi: Spagna; debito pubblico al 57,7 percento, record da 2000

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2010 - 13:53
(Keystone-ATS)

MADRID - Il debito pubblico spagnolo ha toccato nel terzo trimestre 2010 il tasso record dal 2000 del 57,7% del Pil, attestandosi a 611,19 miliardi di euro, con in particolare un forte aumento della parte di responsabilità delle Comunità autonome (regioni), secondo i dati diffusi oggi dalla Banca di Spagna.
L'aumento del debito pubblico spagnolo è stato dell'1,9% rispetto al trimestre precedente, del 16,3% in un anno. Il governo di Madrid ha indicato di recente di prevedere che il debito arrivi al 62,8% alla fine dell'anno (contro il 53,2% nel 2009), però sempre nettamente al di sotto della media Ue (74,7%).
A spingere verso l'alto l'indebitamento sono state soprattutto le misure di stimolo all'economia, la maggior spesa per gli assegni di disoccupazione (oltre il 20%, con più di 4,1 milioni di persone senza lavoro), ma anche le spese delle regioni il cui debito è aumentato del 27,3% rispetto al terzo trimestre 2009.
Per la prima volta dal 1990 l'indebitamento delle regioni ha superato infatti il 10% del Pil nazionale, un dato importante perché proprio il poco controllo che può esercitare lo stato sui conti delle regioni ha motivato in buona parte la minaccia lanciata martedì da Moody's di rivedere al ribasso il rating iberico.
In rialzo anche i dati della morosità dei crediti concessi da banche, casse di risparmio e istituzioni finanziarie a privati e aziende, salita ad ottobre al 5,66%, il dato più alto registrato dal 1996. I crediti giudicati "dubbi" ammontano a 103 miliardi di euro, 2,4 miliardi in più che a settembre.

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