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CSt: opposizione a liberalizzazione mercato postale

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2010 - 10:51
(Keystone-ATS)

BERNA - Il Consiglio degli Stati ha oggi deciso di stralciare la liberalizzazione totale della Posta dalla relativa legge. Con 19 voti contro 16 i "senatori" hanno semplicemente voluto, seguendo il Nazionale, che il governo tre anni dopo l'entrata in vigore della norma presenti un rapporto di valutazione ed eventuali nuove proposte di apertura del mercato.
Su questo punto la Camera dei Cantoni ha ritenuto, come Claude Janiak (PS/BL), che, vista la notevole opposizione alla liberalizzazione del mercato postale nella popolazione, il governo necessiti di tempo per preparare a fondo la sua posizione. La minoranza avrebbe voluto che il Consiglio federale presentasse le proprie proposte dopo due anni.
Gli Stati hanno seguito il Nazionale anche per quanto concerne il sostegno indiretto alla stampa tramite un credito di 50 milioni all'anno come contributo alla copertura delle spese della Posta per la distribuzione dei giornali. La questione ha suscitato un animato dibattito. Il Consiglio federale intendeva ridurre l'importo a 30 milioni di franchi. I "senatori" hanno votato a favore dei 50 milioni con 21 voti contro 19.
Per la minoranza e la consigliera federale Doris Leuthard si tratta di porre delle priorità nei compiti dello Stato. Alcuni hanno anche messo in dubbio l'utilità dell'aiuto indiretto: malgrado decenni di sostegno le condizioni della stampa scritta continuano a peggiorare, ha affermato Philipp Stähelin (PPD/TG).
La maggioranza ha sostenuto il valore del pluralismo della stampa per la vitalità della democrazia, "che non si ottiene gratis", ha detto Urs Schwaller (PPD/FR). Per Filippo Lombardi (PPD/TI) il sostegno permette anche di rafforzare la Posta nelle regioni periferiche. "La distribuzione dei giornali non costa nei centri, ma nelle regioni discoste", ha osservato.

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