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Ecuador: fallito golpe, stato emergenza prorogato di 3 giorni

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 21:44
(Keystone-ATS)

QUITO - Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha prorogato oggi per tre giorni lo stato di emergenza decretato il 30 settembre scorso durante la rivolta messa in atto da alcune centinaia di poliziotti con un bilancio di nove morti e oltre 200 feriti.
Lo ha reso noto un comunicato, in cui si ribadisce "la mobilitazione nazionale e militare delle Forze armate per garantire la sovranità e l'ordine interno del Paese".
Mentre Correa ha ammesso di sentirsi "depresso e distrutto" per l'accaduto, il ministro degli esteri Ricardo Patino ha assicurato che "coloro che hanno sparato all'auto del capo dello Stato e al popolo sceso per le strade sono tuttora liberi e quindi la crisi non è stata superata".
Intanto, l'agenzia di stampa statale Andes ha diffuso oggi i testi delle registrazioni delle comunicazioni via radio tra i ribelli. "Uccidete subito Correa che così finisce la protesta", si afferma in una, mentre in un'altra si invita per contro "alla calma, poichè non siamo assassini".
La protesta ha preso in via in seguito all'approvazione di una legge - ora entrata in vigore - che secondo esponenti della polizia comporterà un taglio degli stipendi. Per contro Correa assicura che non è stato altro che una scusa per tentare di scalzarlo dal potere e che i poliziotti ribelli sono stati istigati dall'ex presidente Lucio Gutierrez, uno dei suoi più acerrimi avversari politici.

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