Navigation

Egitto: strage chiesa; richiamato ambasciatore Vaticano

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 gennaio 2011 - 16:50
(Keystone-ATS)

IL CAIRO - L'Egitto ha richiamato la sua ambasciatrice presso la Santa Sede per consultazioni. Lo ha reso noto in un comunicato il portavoce del ministero degli esteri Hossam Zaki.
Il richiamo dell'ambasciatrice avviene "sullo sfondo delle nuove dichiarazioni del Vaticano concernenti gli affari interni egiziani", afferma il portavoce in relazione alle affermazioni del Papa seguite all'attentato terroristico di Alessandria. "Queste dichiarazioni - afferma il portavoce - sono considerate dall'Egitto come un'ingerenza inaccettabile nei suoi affari interni".
L'Egitto "non permetterà a qualsiasi parte non egiziana di intervenire nei suoi affari interni sulla base di pretesti", prosegue la nota sottolineando che "la posizione dei copti fa parte integrante degli affari interni egiziani".
Il Cairo, spiega il portavoce senza citare mai esplicitamente Benedetto XVI, si è preoccupato di mettersi in contatto con il Vaticano e il ministro degli esteri Ahmed Abul Gheit ha inviato una lettera al suo omologo vaticano nella quale "ha smentito parecchi punti tra le dichiarazioni emesse dal Vaticano".
"Questi punti - ha continuato Zaki - riguardano la posizione dei copti in Egitto e la relazione fra musulmani e copti. Abul Gheit ha respinto tutti i tentativi di fare propaganda su quello che viene chiamata la protezione dei cristiani in Medio Oriente, partendo dal crimine di Alessandria".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?