Due ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno sviluppato un apparecchio che è in grado di far esplodere le mine artigianali utilizzando impulsi elettromagnetici. Il dispositivo funziona a una distanza di 20 metri.

Le mine artigianali sono ordigni "autocostruiti" utilizzati dalla guerriglia e dai terroristi in regioni come l'Iraq, la Colombia e l'Afghanistan. Ogni anno fanno centinaia di migliaia di vittime, sottolinea in una nota l'EPFL. Tali mine sono difficilmente riconoscibili perché vengono interrate e sono costruite con i materiali più disparati, come la plastica.

L'apparecchio che permette di rintracciare queste micidiali trappole e di farle esplodere è stato sviluppato da Félix Vega e Nicolas Mora, due dottorandi del Laboratorio di compatibilità elettromagnetica dell'EPFL, entrambi provenienti dalla Colombia.

Per essere efficace l'apparecchio deve emettere impulsi elettromagnetici abbastanza forti da poter azionare i detonatori degli ordigni da una distanza sicura. Durante i loro esperimenti, i due ricercatori si sono resi conto che "malgrado la loro grande varietà, le mine artigianali possono essere azionate con impulsi all'interno di bande di frequenza molto simili".

I due ricercatori hanno potuto testare il loro apparecchio lo scorso novembre in Colombia su mine artigianali realizzate appositamente da una squadra di esperti di sminamento. Durante i test tutte le bombe sono state fatte esplodere da una distanza media di 20 metri.

L'apparecchio è il risultato di due anni di ricerche. Il progetto, realizzato in collaborazione con due università colombiane, continuerà per un altro biennio, durante il quale Vega e Mora intendono sviluppare un nuovo prototipo "più piccolo, meglio resistente alle intemperie e soprattutto più facilmente trasportabile sul terreno".

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