GAZA - Torna a scorrere il sangue al confine fra Israele e la Striscia di Gaza, dove oggi un violento scontro a fuoco - innescato forse da un tentativo di rapimento di soldati israeliani - è costato la vita a due militari dello Stato ebraico, fra cui un ufficiale, e ad almeno altrettanti miliziani palestinesi. "Una giornata pesante", ha commentato a caldo da Gerusalemme il primo ministro, Benyamin Netanyahu, preannunciando rappresaglie.
L'episodio, avvenuto nella zona di Khan Yunes, nel nord dell'enclave controllata dagli islamico-radicali di Hamas, è il più cruento da tempo per le forze armate d'Israele, al culmine di una fase di rinnovata tensione dopo l'anno di semitregua seguito all'offensiva 'Piombo Fuso'. Ma questa volta ha avuto i connotati di un'imboscata concepita nello stile della guerriglia cecena. O degli Hezbollah libanesi.
Secondo fonti locali interpellate dall'agenzia di stampa italiana ANSA a Gaza, sembra sia stato un agguato in piena regola: l'esplosione di una prima bomba, udita da molti a breve distanza del varco di Kissufim, sarebbe servita per attirare un'unità militare nel territorio della Striscia e ad investirla con lo scoppio di un secondo ordigno-trappola. Scoppio a cui ha poi fatto seguito uno scambio prolungato di fuoco di armi pesanti e leggere.
Il bilancio finale - confermato in serata ufficialamente da Israele, dopo alcune ore di silenzio stampa - è di due militari uccisi e altri due feriti in modo serio: i morti sono il maggiore Eliraz Peretz, 31 anni, un cui fratello era caduto in combattimento alcuni anni fa in uno scontro con gli Hezbollah, e il sergente Ilan Saizokwsky. Almeno due morti (entrambi elementi delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, l'ala militare di Hamas) si contano pure sulla trincea palestinese.

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