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Gemelline scomparse: ricerche devono andare avanti, afferma madre

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2011 - 15:12
(Keystone-ATS)

Le ricerche devono andare avanti: "che siano vive o morte, da qualche parte sono sicuramente". Lo afferma, in un'intervista a "Le Matin Dimanche", Irina Lucidi, la mamma delle due gemelline Alessia e Livia, di cui non si hanno più notizie dallo scorso gennaio.

"Forse non sapremo mai cosa è accaduto. Ma prima di dire questo bisogna assolutamente percorrere tutte le piste possibili e immaginabili". "Bisogna ritrovarle. Non ritrovarle crea un vuoto inaccettabile".

Irina Lucidi critica nell'intervista l'assenza in Svizzera di strutture di sostegno ai familiari di persone scomparse. "Mi sono ritrovata sola, con i miei cari". In Svizzera non ci sono istituzioni specializzate che forniscono assistenza in caso di fughe o rapimenti, contrariamente alla Francia, dove una linea telefonica offre in permanenza consulenza giuridica e psicologica.

Questo tipo di sostegno "è cruciale, perché i genitori - quando vivono drammi del genere - hanno bisogno di essere informati". A me in polizia si limitavano a dire: niente di nuovo". Le vittime hanno bisogno di essere confortate, altrimenti "è terribile".

Alessia e Livia sono state viste per l'ultima volta il 30 gennaio a Saint-Sulpice, la località del canton Vaud dove risiedevano. Il padre, Matthias Schepp, che le aveva preso con sé per il week-end, è morto suicida quattro giorni più tardi, dopo che si era gettato sotto un treno nei pressi della stazione di Cerignola, nel Foggiano.

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