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Giappone: governo, piano rilancio da 60 miliardi di franchi

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 ottobre 2010 - 16:50
(Keystone-ATS)

TOKYO - Il governo giapponese ha approvato in mattinata un altro pacchetto di misure per il rilancio dell'economia, schiacciata dalla solidità della moneta nipponica, da complessivi 5050 miliardi di yen, pari a quasi 60 miliardi di franchi.
Le nuove misure, secondo le stime, hanno il potenziale per generare una crescita pari allo 0,6% del Pil e 450-500.000 posti di lavoro, e saranno finanziate senza emettere ulteriori titoli di Stati visto il debito ormai al 200% del prodotto interno lordo, con un extra budget da presentare al parlamento forse già entro la fine del mese. Piuttosto, la priorità è affidarsi al gettito fiscale migliore delle attese del 2010.
Resta da sciogliere, tuttavia, il nodo su come recuperare il sostegno necessario tra le forze di opposizione per far passare il provvedimento alla Camera Alta dove i Democratici del premier Naoto Kan hanno perso il controllo a seguito delle elezioni di rinnovo parziale dello scorso luglio. Gli ex alleati dei Socialdemocratici hanno dato parere favorevole, così come il New Komeito, la seconda forza d'opposizione dopo il partito Liberaldemocratico che si è detto invece critico.
Il pacchetto, che segue di appena pochi giorni le misure per 918 miliardi di yen attinti dalle voci di emergenza iscritte in bilancio, si concentra su cinque aree: creazione di occupazione (saranno destinati 300 miliardi di yen), crescita economica, deregolamentazione, benessere sociale e rivitalizzazione delle economie regionali. Quest'ultimo punto assorbirà circa 3.100 miliardi di yen, includendo anche i provvedimenti per le pmi e le infrastrutture. Circa 1.100 miliardi saranno spesi per insfrastrutture pubbliche e nuova edilizia scolastica.
Inizialmente, l'ipotesi su cui lavorava il DpJ era di un piano da 4.800 miliardi di yen che sono saliti a quota 5.050 sulle pressione del Peoplès New Party, il piccolo alleato di coalizione dei Democratici, che puntava a un progetto più ampio di ben 10.000 miliardi di yen.
"Queste misure - ha detto Kan - sono state messe a punto sulla base delle proposte presentate da entrambi gli schieramenti, di maggioranza e opposizione".
Completa il pacchetto, infine, il proposito di rafforzare la capacità del Giappone di approvvigionarsi minerali come le cosiddette 'terre rarè, necessari per i prodotti hi-tech della Corporate Japan. La decisione è maturata dopo il blocco di fatto varato dalla Cina, che detiene il 97% delle terre rare a livello mondiale, a seguito dello scontro diplomatico seguito in seguito alle isole contese di Senkaku, nel controllo di Tokyo, ma ribenditate da Pechino e Taiwan.

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