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Giappone-Cina: Pechino chiede passi concreti per capitano

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2010 - 10:40
(Keystone-ATS)

PECHINO - La detenzione "illegale" del capitano di un peschereccio cinese da parte del Giappone costituisce "l' ostacolo principale" al miglioramento delle relazioni tra i due Paesi. La Cina chiede a Tokyo "passi concreti" per "rimuovere quest'ostacolo". Lo ha affermato oggi la portavoce del ministero degli esteri cinesi Jiang Yu in una conferenza stampa a Pechino.
Il capitano, Zhan Qixiong di 41 anni, è stato arrestato la settimana scorsa dalla guardia costiera giapponese nei pressi delle isole Diaoyu/Senkaku, controllate dal Giappone ma rivendicate dalla Cina e da Taiwan.
In questo periodo, l'ambasciatore giapponese in Cina è stato convocato per cinque volte dal ministero degli Esteri per ascoltare le proteste di Pechino. Attivisti nazionalisti cinesi e taiwanesi hanno minacciato manifestazioni di protesta davanti alle sedi diplomatiche giapponesi per sabato prossimo, anniversario del cosiddetto "incidente di Mukden" del 1931, ritenuto la scintilla che fece scoppiare la seconda guerra tra Cina e Giappone combattuta dal 1937 al 1945.

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