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Immigrazione: Libia, non faremo gratis guardiani coste Ue

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2010 - 12:27
(Keystone-ATS)

BEIRUT - La Libia "non accetta di svolgere gratis il ruolo di guardiano privato delle coste europee": lo ha affermato un "responsabile governativo" libico in un'intervista pubblicata stamani sul quotidiano panarabo Asharq al Awsat, proprio mentre è in corso la missione a Tripoli dei commissari europei alla Giustizia e alla Politica di vicinato Cecilia Malmstrom e Stefan Fule.
"La Libia non può sopportare da sola questi ingenti aggravi finanziari", ha aggiunto il responsabile libico di cui non è però stato reso noto il nome.
La visita dei due commissari europei a Tripoli, la prima del suo genere, rientra nel quadro dei colloqui tra Ue e Libia in vista della firma di un accordo quadro di cooperazione, che lo scorso giugno aveva già registrato un passo significativo con la firma di un accordo, valido fino al 2013, che prevede un sostegno finanziario al Paese nordafricano di 60 milioni di euro.
Durante la sua recente visita in Italia - scrive il quotidiano edito a Londra - il leader libico, il colonnello Muammar Gheddafi, aveva già chiesto all'Unione Europea di pagare una cifra che si aggira attorno ai cinque miliardi di euro per aiutare il suo Paese a contrastare il fenomeno dell'immigrazione illegale verso le coste europee.

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