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Secondo Economiesuisse, l'iniziativa per l'autodeterminazione crea insicurezza legale

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Lungi dal chiarificare i rapporti fra diritto svizzero e quello internazionale, l'iniziativa popolare per l'autodeterminazione, se dovesse essere accolta, aumenterebbe le incertezze giuridiche.

È la conclusione cui giunge la professoressa Christine Kaufmann, in una perizia realizzata per Economiesuisse.

La federazione delle imprese elvetiche ha chiesto alla docente dell'università di Zurigo - titolare della cattedra di diritto internazionale ed europeo - di valutare l'impatto economico che potrebbe avere la modifica costituzionale proposta dall'UDC.

L'esperta ha analizzato le conseguenze dell'iniziativa "il diritto svizzero anziché giudici stranieri" in relazione a diversi trattati internazionali. A suo avviso la sua applicazione potrebbe fra l'altro portare alla necessità di uscire dall'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e comporterebbe difficoltà nell'accordo di libero scambio con la Cina. Non terrebbe inoltre nel dovuto conto l'importanza, per le stesse aziende, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Visto che il diritto economico internazionale si basa fortemente sui principi del rispetto dei contratti, della trasparenza e della prevedibilità delle norme, l'incertezza che creerebbe l'iniziativa potrebbe avere un impatto negativo sulle relazioni commerciali del paese con l'estero, si dice convinta Kaufmann.

Depositata nell'agosto 2016 l'iniziativa per l'autodeterminazione chiede che la Costituzione federale prevalga sul diritto internazionale, fatte salve le disposizioni cogenti come il divieto della tortura. In caso di contraddizione le autorità devono adeguare gli obblighi imposti dalle normative internazionali alla Costituzione, se necessario denunciando anche trattati internazionali.

SDA-ATS

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