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GERUSALEMME - Le sanzioni contro Teheran "stanno indubbiamente mettendo sotto pressione" il regime iraniano, creando "difficoltà" ai suoi piani nucleari, "ma non hanno alterato la determinazione del regime a sviluppare armi atomiche": per questo occorre che, in caso di fallimento delle sanzioni, l'Iran mantenga "la percezione di una credibile opzione militare" da parte della comunità internazionale. Lo ha detto stasera il premier israeliano Benyamin Netanyahu durante un incontro con la stampa estera a Gerusalemme.
Netanyahu ha affermato che il 2010 è l'anno in cui la comunità internazionale "ha cominciato ad agire" concretamente nei confronti dell'Iran attraverso le sanzioni approvate dall'Onu. Ha tuttavia insistito sul fatto che la Repubblica islamica "non si è fermata", che il regime di Teheran resta "un pericolo", che "il suo obiettivo resta quello di produrre armamenti nucleari" e che quindi occorre non togliere dal tavolo la minaccia militare. "Paradossalmente - ha sottolineato - se esiste un'opzione militare credibile, non sarà necessario alla fine usarla".
Riferendosi infine alle rivelazioni dei documenti diplomatici americani trapelate in queste settimane attraverso Wikileaks, Netanyahu ha quindi sostenuto che esse dimostrano come l'Iran rappresenti la principale ragione di inquietudine anche per i paesi arabi. "Wikileaks dimostra che per i paesi della regione la prima preoccupazione è l'Iran, la seconda è l'Iran e la terza è ancora l'Iran", ha affermato.

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SDA-ATS