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Ventuno persone sono rimaste uccise e altre 27 ferite oggi in Iraq in un attacco terrorista contro i fedeli riuniti per la preghiera del venerdì in una moschea sunnita nella provincia di Salahuddin, dove tre bombe nascoste nelle tubature dell'aria condizionata sono state fatte esplodere. Altri quattro civili erano stati uccisi ieri sera in un attacco nella stessa provincia nella località di Ishaki.

Qui i terroristi hanno dapprima ucciso il proprietario di un negozio e poi, quando i soccorritori sono arrivati sul posto, hanno fatto esplodere un ordigno che ha provocato la morte di altre tre persone. L'attentato di oggi, hanno reso noto fonti della polizia citate dall'agenzia irachena Nina, è stato compiuto nella moschea di Musab Bin Omair, vicino a Samarra, a un centinaio di chilometri a nord di Baghdad. Gli ordigni sono stati fatti esplodere intorno a mezzogiorno, all'inizio della preghiera collettiva del venerdì.

Ormai da mesi l'Iraq è in preda a una spirale di violenza che sembra inarrestabile, con frequenti attentati che prendono di mira le comunità sciita e sunnita e che fanno temere l'esplosione di un aperto conflitto interconfessionale come quello che, tra il 2006 e il 2007, provocò la morte di decine di migliaia di persone.

Sempre oggi il vice governatore della provincia occidentale di Al Anbar, confinante con la Siria, dove è forte la presenza di miliziani di Al Qaida, è sfuggito ad un attentato. Una bomba posta al lato della strada una sessantina di chilometri a sud della città di Falluja è stata fatta esplodere al passaggio del corteo di auto del vice governatore, Faleh al Issawi, che è rimasto illeso.

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SDA-ATS